venerdì 15 maggio 2020

TESTIMONIAL


STEP #16


Tra i personaggi che si possono rintracciare nella letteratura, nella storia e nella filosofia, come veri e propri testimonial del termine "fortuna", la figura più significativa è senz'altro quella del  ricercatore  e  docente di psicologia Richard Wiseman.



Egli è l'autore del noto libro "Fattore fortuna" (analizzato in uno post precedente). In questo libro Wiseman ha riportato le sue ricerche e le sue conclusioni relative al tema della fortuna.  L'innovazione riportata dall'autore fu il fatto che stipulò 4 principi secondo i quali homo faber fortuna suae.

Citando direttamente la sua pagina web egli afferma:

«I then built upon this research by identifying four principles used by lucky people to create good fortune in their lives:

Principle One: Maximise Chance Opportunities
Lucky people are skilled at creating, noticing and acting upon chance opportunities. They do this in various ways, including networking, adopting a relaxed attitude to life and by being open to new experiences.

Principle Two: Listening to Lucky Hunches
Lucky people make effective decisions by listening to their intuition and gut feelings. In addition, they take steps to actively boost their intuitive abilities by, for example, meditating and clearing their mind of other thoughts.

Principle Three: Expect Good Fortune

Lucky people are certain that the future is going to be full of good fortune. These expectations become self-fulfilling prophecies by helping lucky people persist in the face of failure, and shape their interactions with others in a positive way.

Principle Four: Turn Bad Luck to Good
Lucky people employ various psychological techniques to cope with, and often even thrive upon, the ill fortune that comes their way. For example, they spontaneously imagine how things could have been worse, do not dwell on the ill fortune, and take control of the situation.»



Per saperne di più:

giovedì 14 maggio 2020

SUPERSTIZIONE E SCIENZA

Interessante è analizzare la correlazione che intercorre tra superstizione e scienza.
Questi concetti hanno interessato milioni di psicologi e scienziati e li hanno portati a voler comprendere la relazione tra superstizione ed il cervello umano. Di seguito sono riportati alcuni esperimenti e alcune scoperte importanti.

B. F. Skinner era uno psicologo americano egli scoprì una fondamentale forma di apprendimento: il condizionamento operante. Questo processo implica che un animale riesce a rendersi conto che una sua particolare azione viene seguita da un evento. Se questo evento è per l'animale gratificante esso tenderà a ripeterlo. Skinner progettò delle gabbie, oggi conosciute come gabbie di Skinner, con una leva la quale, una volta premuta faceva scattare un dispensatore di cibo. Essendo il cibo una ricompensa ben gradita, gli animali imparavano velocemente il trucco.

Altro esperimento realizzato dallo stesso psicologo fu il seguente. Mise un piccione all'interno di una delle sue gabbie. Questa volta però il dispensatore non era più collegato alla leva ma solo ad un meccanismo a tempo. Il cibo veniva quindi somministrato a intervalli prestabiliti indipendentemente da quello che faceva il piccione. Di conseguenza, l'uccello avrebbe potuto restare tranquillo ed aspettare l'arrivo del cibo. Così come si aspettava l'uccello cominciò a ripetere il comportamento che, in modo del tutto casuale, stava facendo prima che arrivasse il cibo. Sottoponendo diversi piccioni allo stesso esperimento, ottenne lo stesso risultato. Questo comportamento non era evidentemente la vera causa dell'evento voluto e infatti non era efficace nella maggioranza delle occasioni. Tuttavia l'animale insisteva nel ripeterlo. Si trattava di un comportamento superstizioso a tutti gli effetti.


Successivamente, due ricercatori dell'Università dell'Oklahoma, hanno studiato a questo proposito dei mammiferi come noi: i ratti. Anche in questo caso gli animali furono messi in una gabbia con un dispensatore di cibo a tempo ma questa volta i ricercatori osservarono che nella maggioranza dei ratti non emersero comportamenti apparentemente legati alla somministrazione di cibo. Questo esperimento indicava di conseguenza che i ratti non si autoingannavano, imparando una falsa associazione tra un loro comportamento e l'arrivo del cibo. I ricercatori, stimolati da questo risultato, si chiesero che cosa potesse avere di particolare il cervello di un mammifero tale da rendere i ratti immuni dalle superstizioni. La loro attenzione cadde su un'area cerebrale particolare che viene chiamata "ippocampo". Secondo molte ricerche, questa struttura risulta coinvolta nei processi di apprendimento e memoria e potrebbe essere determinante nel cogliere le vere relazioni di causa-effetto. Per verificare questa ipotesi, i due ricercatori decisero di sottoporre al test fatto da Skinner sui piccioni, dei ratti in cui l'ippocampo era stato inattivato attraverso degli elettrodi. Tutti gli animali così trattati iniziarono a ripetere dei comportamenti che erano associati solo temporalmente alla somministrazione del cibo. 

Si arrivò alla conclusione che l'evoluzione avesse fornito il cervello dei mammiferi di una sorta di protezione dalla superstizione.

mercoledì 13 maggio 2020

LA FORTUNA AI LIMITI DELLO SVILUPPO

STEP #15


Il concetto di fortuna non può essere legato dal concetto più ambio ed astratto della superstizione. Infatti la superstizione è una credenza di natura irrazionale che può influire sul pensiero e sulla vita umana. Ormai quasi tutti, seppur in maniere e modalità diverse, crediamo alla superstizione. Basti pensare al toccare ferro o il toccarsi quando viene predetto l'esito favorevole di un evento futuro e tutti l'abbiamo fatto almeno una volta. Però l'essere razionali scatena all'interno del nostro cervello un meccanismo che porta ad influenzare atti e pensieri futuri. Perchè nella realtà, ed è scientificamente provato, questa azione non condiziona nulla bensì la vita continua con il suo naturale corso degli eventi. Di conseguenza la relazione tra superstizione ed evento atteso è del tutto casuale. 

In generale, la superstizione in sé, non è negativa. È semplicemente un insieme di credenze che popolano la nostra mente. Tuttavia, può diventare un problema se raggiunge determinati livelli:
  • Dipendere da un oggetto o un amuleto al punto da non sentirsi al sicuro senza di esso.
  • Credere fermamente in discipline o metodi poco affidabili. Come l’astrologia.
  • Far dipendere il proprio rendimento personale dall’esecuzione o meno di alcuni rituali.
Ma cosa comporterebbe l'essere troppo superstiziosi?
Mi sono posta questa domanda in quanto considero l'eccesso di superstizione un limite dello sviluppo.

La risposta a questa domanda è assai semplice, essa comporterebbe un aumento significativo dei livelli di ansia e di stress, inoltre provocherebbe una riduzione della fiducia in se stessi.

Disturbi d’ansia potrebbero causare: depressione, disturbi bipolari, ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione Iperattività), patologie respiratorie, cardiache e gastrointestinali, artrite e ipertensione.

Lo stress potrebbe provocare: dermatite, orticaria, ptiriasi, acne, mal di stomaco, ulcera, colite, alopecia, nevralgia, attacchi epilettici, vertigini 

Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/tag/ansia/

Quindi in conclusione determinerebbe patologie assai gravi a discapito dell'individuo.

venerdì 8 maggio 2020

FATTO DI CRONACA

STEP #14

Anche negli avvenimenti di cronaca è possibile ritrovare la tematica della fortuna.
Le notizie a riguardo sono solitamente positive e concernono solitamente salvataggi fortuiti oppure vincite al gioco d'azzardo.
Qui sotto vengono riportati due esempi di questi eventi di cronaca.


Queste notizie sono quelle che vorremmo sentire tutti i giorni, evitando miracolosamente la tragedia.
La fortuna in questo caso è da ricercarsi nella prontezza dell'uomo nel prendere il bambino e nella reazione avvenuta così prontamente.



Questo è un altro tipo di cronaca in cui la fortuna è legata alla vincita di un ingente montepremi alla lotteria che potremmo definirlo il vedo e proprio gioco della fortuna.

giovedì 7 maggio 2020

19 FORTUNA





19 Fortuna è uno dei più grandi asteroidi della fascia principale. Ha una superficie scura e una composizione di carbonati primitivi simile.
Fortuna fu scoperto da John Russell Hind il 22 agosto 1852 grazie al telescopio da 7 pollici dell'osservatorio privato di George Bishop al Regents Park di Londra, Regno Unito. Venne battezzato così in onore di Fortuna, la dea Romana del caso e del destino.
Il Telescopio spaziale Hubble ha osservato Fortuna nel 1993, risolvendo un diametro apparente di 0.20 arcosecondi; la sua forma è pressoché sferica. Sono stati cercati dei satelliti naturali dell'asteroide, ma senza successo.

mercoledì 6 maggio 2020

LA SCIENZA DELLA FORTUNA

STEP #13

Il concetto di fortuna interagisce con l'ambito ingegneristico della matematica in modo particolare il settore dedicato al calcolo della probabilità.
Questa interazione avviene soprattutto nei giochi d'azzardo, oppure giocando in borsa.
Il calcolo della probabilità ha cercato di spigare attraverso formule matematiche quegli eventi che sono attribuibili alla fortuna o più in generale al caso.





"La teoria della probabilità non è in fondo che buon senso ridotto a calcolo; essa permette di valutare con esattezza ciò che le menti illuminate sentono per una specie di istinto senza rendersene conto... E' notevole come tale scienza, che è cominciata con gli studi dei giochi d'azzardo, si sia elevata ai più importanti oggetti delle conoscenze umane".  
Pascal 

La probabilità è un ramo della matematica che calcola il verificarsi di certi eventi presi in esame

La Probabilità indica la facilità con cui si verifica un evento aleatorio.
In matematica la probabilità P di un evento aleatorio E si indica con P(E).
Nel caso di roulette non truccata in cui tutti gli eventi sono ugualmente possibili, la probabilità si calcola:


La somma delle probabilità di tutti gli eventi disgiunti è unitaria.
Ad esempio la probabilità che esca il numero 5 è uguale alla probabilità che esca qualsiasi altro numero giocano alla roulette avente zero e doppio zero, ovvero con 37 numeri interi, è del 2.7%.
Se sommiamo le probabilità di uscita di tutti i numeri otteniamo proprio 1.




EVENTI INCOMPATIBILI:


Quando il verificarsi di un evento non esclude un altro evento.




Esempio: Probabilità che esca la terzina 1-2-3 oppure il numero 14. Sono eventi incompatibili perchè non si possono verificare contemporaneamente.
P(A) = probabilità che esca la terzina 1-2-3 = 3/37
P(B) = probabilità che esca il numero 14 = 1/37



EVENTI COMPATIBILI 


Quando il verificarsi di un evento esclude un altro evento. 



Esempio: Probabilità che esca la terzia 1-2-3 o una colonna. Gli eventi sono compatibili perchè possono verificarsi contemporaneamente.
P(A) = probabilità che esca la terzina 1-2-3 = 3/37
P(B) = probabilità che esca una colonna = 12/37



EVENTI INDIPENDENTI

Il verificarsi di un evento non modifica la probabilità di verifica di altri eventi.



Ad esempio la probabilità che esca prima il numero 8 e poi il numero 36 è 1/37 * 1/37 = 0.07%


EVENTI DIPENDENTI

Il verificarsi di un evento modifica la probabilità di verifica di altri eventi.




LEGGE DEI GRANDI NUMERI

Data una successione di variabili aleatorie X1, X2, ..., Xn indipendenti ed ugualmente distribuite con media μ, definita la media calcolata come



allora la media calcolata (media campionaria) converge quasi certamente alla media comune.


 





Per saperne di più:


sabato 2 maggio 2020

LA FORTUNA NEL PENSIERO FILOSOFICO MEDIOEVALE E MODERNO

STEP  #12

Il concetto di fortuna e prima ancora il latinismo fortunam (sorte), sono da sempre stati termine molto importanti dal punto di vista filosofico, infatti essi prendono parte a pensieri differenti nel corso delle diverse epoche.
 

FILOSOFIA MEDIOEVALE:

ARISTOTELE:


«noi osserviamo che nel cielo nulla avviene a caso, mentre nelle cose che ... non avvengono fortuitamente, molte ne capitano accidentalmente per fortuna: eppure, evidentemente, si sarebbe dovuto riscontrare appunto il contrario» 
Fisica, II.

«nessun essere privo di anima, nessuna bestia, nessun fanciullino fa nulla per fortuna, perché non ha la facoltà della scelta; e per costoro non c’è né prosperità (eutychía) né sfortuna (atychía), a meno che non si voglia parlare per similitudine, come diceva Protarco: che son fortunate le pietre da cui si cavano gli altari, perché sono venerate, mentre le loro consorelle vengono calpestate!»
Fisica, II.

«alcune cose avvengono sempre allo stesso modo [secondo necessità] e altre per lo più [secondo uniformità], è chiaro che di nessuno di questi due gruppi di cose, ossia né di ciò che avviene per necessità e sempre, né di ciò che avviene per lo più, si può affermare che siano causa la fortuna o il fortuito. Ma poiché, oltre a questi, si verificano anche altri accadimenti e tutti dicono che essi sono fortuiti, è ovvio che la fortuna e il caso sono pur qualche cosa: difatti, noi sappiamo che le cose di tal genere sono per fortuna, e che tali cose fortuite sono appunto di tal genere»
Fisica.

«Poiché molte cose avvengono per caso e differiscono per grandezza e piccolezza, i piccoli avvenimenti, sia quelli felici sia quelli disgraziati, è chiaro che non hanno gran peso per la vita, mentre quelli grandi e numerosi, se sono favorevoli, renderanno la vita più felice (giacché per loro natura ne costituiscono un ornamento, ed il fruirne è cosa bella e di valore); se invece sono avversi angustiano e distruggono la beatitudine, giacché portano con sé sofferenze ed ostacolano molte attività. Tuttavia anche in questi riluce la nobiltà, quando si sopportino di buon animo molte e grandi disgrazie, non già per insensibilità, ma perché si è generosi e magnanimi. »
Etica Nicomachea.


EPICURO:



«Questo genere d'uomo sa anche che è vana opinione credere il fato padrone di tutto, come fanno alcuni, perché le cose accadono o per necessità, o per arbitrio della fortuna, o per arbitrio nostro. La necessità è irresponsabile, la fortuna instabile, invece il nostro arbitrio è libero, per questo può meritarsi biasimo o lode. Piuttosto che essere schiavi del destino dei fisici, era meglio allora credere ai racconti degli dei, che almeno offrono la speranza di placarli con le preghiere, invece dell'atroce, inflessibile necessità. La fortuna per il saggio non è una divinità come per la massa ‐ la divinità non fa nulla a caso ‐ e neppure qualcosa priva di consistenza. Non crede che essa dia agli uomini alcun bene o male determinante per la vita felice, ma sa che può offrire l'avvio a grandi beni o mali. Però è meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti, e nella pratica è preferibile che un bel progetto non vada in porto piuttosto che abbia successo un progetto dissennato. Medita giorno e notte tutte queste cose e altre congeneri, con te stesso e con chi ti è simile, e mai sarai preda dell'ansia. Vivrai invece come un dio fra gli uomini. Non sembra più nemmeno mortale l'uomo che vive fra beni immortali. »
Epicuro, Lettera a Meneceo.



FILOSOFIA MODERNA:

FREUD:


«Due sono le differenze fra me e il superstizioso: in primo luogo egli proietta all’esterno una motivazione che io cerco nell’intimo; in secondo luogo egli interpreta il caso per mezzo di un accadimento e io invece lo faccio risalire ad un pensiero. Ma quel che per lui è occulto corrisponde a ciò che per me è inconscio.»
Psicopatologia della vita quotidiana.

SPINOZA:



«Fra i tanti vantaggi offerti dalla natura i ricercatori hanno dovuto trovare non poche cose svantaggiose, quali tempeste, terremoti, malattie eccetera: e hanno stabilito che questo si verifica perché gli Dei sono irati a causa di offese recate loro dagli umani o di scorrettezze commesse nel culto; e sebbene l’esperienza quotidiana affermi a gran voce e mostri con infiniti esempi che fortune e sfortune toccano nella stessa maniera e indistintamente ai pii e agli empi, quei ricercatori non hanno dimesso il pregiudizio ormai inveterato, giudicando che porre quella incomprensibile uniformità fra le altre cose ignote, delle quali non si conosce il perché, e conservare così la loro presente e innata condizione di ignoranza, sia più facile che demolire tutte quelle loro costruzioni e concepirne un’altra, nuova: e su una tale base hanno decretato, come cosa certa, che le risoluzioni degli Dei superano di gran lunga il comprendonio umano
Etica

«Questa dottrina c’insegna come dobbiamo comportarci riguardo alle cose fortuite ossia estranee al nostro potere, cioè riguardo alle cose che non dipendono dalla nostra natura e dalle sue facoltà: appunto, aspettare e vivere senza alcun patema d’animo le manifestazioni della "fortuna" e della "sfortuna": cosa del tutto ragionevole, poiché tutti gli eventi procedono dall’eterna determinazione di Dio con la stessa necessità con cui dalla natura del triangolo procede che la somma dei suoi tre angoli interni equivalga a due angoli retti.»
Etica


Inoltre nel pensiero moderno sono importanti anche le teorie di Leibniz e Bossuet i quali sostengono che se l'uomo crede che ci siano avvenimenti che si producono per caso questo è dovuto alla contingenza della ragione umana incapace di elevarsi alla necessità del sapere divino che ha tutto organizzato ab aeterno in un'armonia prestabilita del cosmo e della storia.



Per saperne di più:

CONCLUSIONE BLOG

Arrivati alla fine di questo viaggio all'interno della fortuna non resta che augurarci buona fortuna per l'esame!